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innovazione

Democenter diventa Fondazione

I fondatori sono Camera di commercio, Provincia, Comune di Modena, Università, fondazioni bancarie, imprese, associazioni di categoria e i Comuni di Vignola, Spilamberto, Savignano, Maranello e Fiorano

Il Centro per l’innovazione e il trasferimento tecnologico Democenter si trasforma da società consortile a Fondazione di partecipazione e i fondatori saranno tutti gli attuali consorziati: Camera di commercio, Provincia, Comune di Modena, Università, fondazioni bancarie, imprese, associazioni di categoria e alcuni altri Comuni (Vignola, Spilamberto, Savignano, Maranello e Fiorano).

«Democenter rimarrà il soggetto di riferimento per l’attuazione delle politiche di diffusione dell’innovazione e di trasferimento tecnologico», ha spiegato l’assessore alle Politiche per l’economia locale Daniela Sirotti Mattioli, «continuando a svolgere il prezioso ruolo di collegamento tra università e ricerca da un lato, il sistema delle imprese dall’altro. Non avendo scopo di lucro, con la trasformazione in Fondazione questi obiettivi potranno essere perseguiti con ancora maggiore efficacia grazie alla piena integrazione che si potrà creare con la nostra università. Sarà inoltre più agevole il coinvolgimento delle fondazioni bancarie nella fase erogativa, così come si semplifica il rapporto con gli enti locali (alla Fondazione non si applica la nuova normativa sulle società a partecipazione pubblica), mentre il numero dei soggetti coinvolti nel sostegno potrà essere modificato costantemente con flessibilità».

La Fondazione sarà guidata da un presidente e da un consiglio di amministrazione con altri quattro componenti: uno di nomina della Camera di commercio che designa anche il presidente, uno indicato dall’Università, un altro dal Comune di Modena, mentre il quarto sarà nominato dall’Assemblea dei fondatori dove ogni soggetto ha diritto a un voto. L’Assemblea nomina anche cinque degli 11 membri del comitato tecnico scientifico (due terzi dovranno rappresentare le imprese fondatrici), gli altri sei sono designati dal consiglio di amministrazione su indicazione dell’Università.

«Negli ultimi due anni», ha ricordato l’assessore Sirotti Mattioli, «si è lavorato per l’unificazione di Democenter-Sipe con Reggio Emilia innovazione, ma abbiamo preso atto con rammarico dell’indisponibilità di Reggio, per ora, a proseguire nel processo di integrazione che, comunque, potrà essere riattivato quando ve ne saranno le condizioni».

(28 dicembre 2011)
Argomenti: Enti locali