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il bilancio

Crit Research e Confindustria Modena
Non si ferma l'innovazione

Il Club degli innovatori e il progetto "Innovazione collaborativa" tirano le somme del loro primo anno di attività. Da settembre si riparte con un nuovo ciclo di incontri

Marco BaracchiSei tavoli di lavoro e confronto che, da settembre 2009 ad aprile 2010, hanno visto la partecipazione di 56 persone appartenenti a 33 imprese. Il progetto "Innovazione collaborativa", realizzato da Crit Research per il Club degli innovatori di Confindustria Modena, compie il suo primo giro di boa.

Avvicinando la lente di ingrandimento ai dati conclusivi si scopre che il 27 per cento dei partecipanti ha ritenuto "molto utile" la partecipazione ai tavoli di lavoro, il 71 per cento "utile", solo il 2 per cento "poco utile". Per l'80 per cento di loro gli incontri sono stati all'altezza delle aspettative, e il 78 per cento ha riconosciuto di aver accresciuto le proprie conoscenze.

Pagella positiva anche per i relatori: nel 15 per cento dei casi sono stati giudicati "molto al di sopra delle aspettative", nel 78 per cento "all'altezza delle aspettative" e solo nel 7 per cento dei casi "al di sotto delle aspettative".

Il 90 per cento dei partecipanti ha ritenuto inoltre applicabili in azienda le nozioni acquisite. Ma il dato forse più indicativo del successo dell'iniziativa è che il 98 per cento consiglierebbe a un collega la partecipazione al tavolo di lavoro.

Gestione della qualità, gestione dell'ufficio tecnico e processi di innovazione sono stati i temi su cui si è concentrato il primo anno di attività del Club. «Il Club degli Innovatori di Confindustria Modena», spiega il responsabile dell'area Innovazione collaborativa di Crit Research Marco Baracchi, «è nato a conclusione di Ide.A.Re., un progetto sperimentale che ha coinvolto nel 2008 una ventina di aziende del settore meccanico. Quell'esperienza ha dato al Crit e a Confindustria Modena la forza e il know how per cercare di realizzare una nuova iniziativa che potesse spingere sull'acceleratore dell'innovazione industriale».

Alessandro RossiUno degli obiettivi principali del Club è favorire le reti d'impresa, attraverso tavoli di lavoro e confronto che possano contribuire a creare valore tra le aziende partecipanti. Alla base dei tavoli di lavoro del Club, c'è una ferrea logica organizzativa. In una fase preliminare Crit Research individua le aree di potenziale interesse per le aziende. Le aree tematiche, attraverso un questionario, vengono sottoposte alle imprese aderenti al Club degli Innovatori. Dai risultati dei questionari, in ultimo, dipende la selezione degli argomenti oggetto della trattazione.

Dal prossimo settembre si riparte. «Il riscontro positivo delle aziende ci induce a replicare l'esperienza che si è appena conclusa», afferma Baracchi. «All'attenzione delle imprese poniamo otto temi che sulla base delle loro valutazioni diventeranno tre, da sviluppare, come in precedenza, in aei tavoli di lavoro».

Travasi di idee, trapianti di modelli tecnologici e condivisione di informazioni sono i valori profondi del Club, «un'intuizione felice che vuole continuare a crescere». «Il Club degli innovatori», sottolinea Alessandro Rossi, che per Confindustria Modena segue da vicino il progetto, «annovera 72 imprese. Alla ripresa delle attività ci sarà una novità: un forum web, moderato dal Crit, per consentire agli iscritti di continuare a tenere vivi i rapporti al di là del singolo tavolo di lavoro.

Il Club ha superato il test del primo anno e comincia a far parlare di sé anche fuori dai naturali confini territoriali. «Confindustria Emilia-Romagna», spiega Rossi, «ha ritenuto di dover inserire nella sua commissione Ricerca&Sviluppo un rappresentante degli "innovatori". Il progetto piace e non è escluso che possa trovare nuovi e importanti compagni di viaggio».

(12 luglio 2010)