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"Spazio Cremonini al Trevi", nuovi reperti in mostra

Sono fruibili al pubblico gli ultimi reperti archeologici restaurati che completano l'allestimento museale dell'area del vicus Caprarius

Lo "Spazio Cremonini al Trevi" a Roma, dedicato ad arte, cultura e intrattenimento, si arricchisce di nuovi reperti archeologici e completa l'allestimento museale dell'area del vicus Caprarius.

Si tratta di reperti rimasti in deposito fin dall'epoca degli scavi (1999-2002) che, dopo un accurato restauro, finanziato dal Gruppo Cremonini sotto il controllo della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, vengono riportati nella sede originaria e collocati nell'antiquarium, a integrazione e completamento di quanto rinvenuto nell'area archeologica.

I reperti restaurati e musealizzati sono costituiti da oggetti di uso quotidiano: dal coltello e forchetta del XVII secolo alle brocche e piatti in maiolica, dalle olle e tegami del XVI-XVII secolo alle bottiglie in vetro soffiato del XVII-XIX secolo, fino a un particolare oggetto personale costituito da un anello con chiave femmina di cassetta in bronzo e argento del XIV-XV secolo.

Il restauro dei materiali è stato effettuato dal Consorzio L'Officina di Roma, sotto la direzione scientifica di Fiorenzo Catalli, direttore  e archeologo della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, responsabile della tutela e conservazione dei reperti.

L'allestimento espositivo è stato realizzato da Progetto Artiser, sotto la direzione scientifica di Antonio Insalaco, curatore archeologo della Sovraintendenza ai beni culturali del Comune di Roma, responsabile dell'area archeologica del vicus Caprarius, coadiuvato dagli archeologi Alessandro Ascoli, Giuliano Catalli, Barbara Lepri e Francesca Licordari.

«Ho sempre pensato», ha detto Luigi Cremonini, «che la cultura fosse un modo per diventare diversi e migliori. E da industriale dico che il mondo del sapere rappresenta il modo migliore per ingentilirsi».

(18 gennaio 2010)
Argomenti: Cultura