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Finanziamenti alle aziende terremotate, Confindustria Modena convoca le banche

Pietro Ferrari ha incontrato gli istituti di credito che lo scorso 14 giugno avevano siglato il protocollo d’intesa con la Regione per agevolare il credito alle imprese colpite dal terremoto. Una riunione in cui il presidente degli industriali ha formulato alcune proposte concrete

Disponibilità immediata di finanziamenti a favore delle imprese colpite dagli eventi sismici: è con questo impegno che lo scorso 14 giugno a Bologna, dopo la firma del protocollo, si sono lasciati Regione, banche, consorzi fidi e associazioni economiche.

Per verificare modalità e tempi di attuazione di quell’accordo, raccogliere sensazioni e formulare proposte, il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari ha convocato ieri mattina alcuni istituti di credito coinvolti nella firma del protocollo.

Una riunione operativa, dunque, a cui hanno preso parte il direttore dell'Area commerciale Unicredit di Modena Giuseppe Zanardi, il direttore della Divisione Bpv-Banco S. Geminiano e S. Prospero Leonello Guidetti, l’amministratore delegato di Bper Luigi Odorici, il direttore regionale di Intesa Sanpaolo Adriano Maestri, il direttore generale di San Felice 1893 Banca Popolare Franco Cocchi, Luca Manicardi e Stefano Berni rispettivamente in rappresentanza di Bnl e Cariparma.

«Per tutte le aziende terremotate la priorità è ripartire velocemente», ha sottolineato Pietro Ferrari. «Nei prossimi mesi dovranno sostenere costi finanziari legati ai danni su capannoni e macchinari e alla ricostituzione delle scorte di magazzino».

Senza contare il buco finanziario che si creerà a causa dello stop produttivo e commerciale di queste ultime settimane. «Il danno legato alla mancata fatturazione», ha rimarcato ancora Ferrari, «rappresenta la variabile di maggior pericolo per le aziende. Per le imprese poter ragionare sul fronte degli impegni finanziari in un’ottica di previsione a medio termine rappresenterebbe un notevole aiuto».

Le proposte di Confindustria Modena
Il termine per la sospensione di mutui e leasing è stato fissato al 30 settembre 2012. Occorre spostare questa scadenza al 30 giugno 2013. Inoltre bisogna fare in modo che l’automatismo della sospensione valga non soltanto per quelle aziende con sede legale nei comuni colpiti dal sisma, ma anche per tutti quei soggetti con sede operativa nel "cratere" del sisma e sede legale altrove.

Il pericolo che si arrivi a nuove manovre restrittive sul credito e che si aggravino le condizioni dei finanziamenti già in essere è molto alto. Occorre congelare la Centrale rischi al 30 aprile 2012 per almeno due anni per tutte le aziende in possesso, a quella data, dei requisiti giusti nei confronti degli enti creditori.

Prevedere, prima della scadenza, la trasformazione dei finanziamenti a breve (durata massima 24 mesi) in finanziamenti a medio e lungo termine.

Individuare una figura di riferimento a livello provinciale per ogni istituto di credito, che si faccia carico dei rapporti all'interno della banca e all'esterno con le associazioni economiche e le aziende terremotate.

(04 luglio 2012)
Argomenti: Confindustria, Credito