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Così la sanità finisce sui media modenesi

Dal 26 settembre al 17 ottobre 2011 sono stati monitorati 288 articoli delle 4 testate quotidiane della città. Gli articoli che trattano la "malasanità" sono il 4,2 per cento

Per ridurre il rischio di soggettività nell'analisi qualitativa, il processo di decodifica è stato svolto in modo separato da tre persone. Le diverse classificazioni sono state poi oggetto di specifico confronto al fine di ottenere un'analisi il più possibile articolata.

Lo studio ha analizzato la frequenza giornaliera di articoli sulla sanità ed è stato poi valutato il peso assegnato alle notizie relativamente alla collocazione dell'articolo, al titolo e anche al richiamo sulla prima pagina del quotidiano. Gli articoli usciti nel periodo monitorato (dal 26 settembre al 17 ottobre 2011) sono stati 288, con una media di circa tre al giorno su ciascuno dei quattro giornali. Il 47,6 per cento delle testate locali richiama in prima pagina articoli legati in un qualche modo al tema sanità.

Per quanto riguarda i contenuti, nel 61,3 per cento dei casi si tratta delle relazioni delle aziende sanitarie con altri enti o con i cittadini. Gli articoli sulla qualità dei servizi ambulatoriali e ospedalieri sono il 14,9 per cento. Il 10,7 per cento si è occupato invece di etica medica o di ricerca, l'8,4 per cento di sicurezza, tossicodipendenze e problematiche alimentari e il 3,4 per cento ha parlato di risorse economiche o ticket.

La maggioranza degli articoli (58,7 per cento) è riconducibile alla forma giornalistica della polemica, mentre il 34,1 per cento a quella dell'informazione di servizio. La malasanità si ferma al 4,2 per cento, appena sopra alle novità (2,3 per cento) e alle situazioni d'allarme (0,7 per cento). Infine il tono dell'articolo è neutro nel 62,5 per cento dei casi, positivo nel 25,9 per cento e negativo nell'11,6 per cento.

«L'indagine così condotta», afferma il direttore sanitario dell'Hesperia Stefano Reggiani, «fa emergere un'attenzione della stampa abbastanza significativa al mondo della sanità, però probabilmente minore di quanto venga normalmente percepito. Pensiamo che questo studio sia soltanto il primo appuntamento, l'inizio di un percorso con un intento ambizioso: migliorare l'affidabilità, la correttezza e la qualità dell'informazione sui temi sanitari e sulla professione medica, mettendo a confronto criticità e potenzialità di due importanti patrimoni deontologici e saperi informativi, quello medico e quello giornalistico, e contribuire, per questa via, ad accrescere la consapevolezza dei cittadini».

(28 dicembre 2011)
Argomenti: Sanità