«La contrattazione di secondo livello, rispetto al contratto collettivo nazionale, ha ricevuto fino a questo momento un'attenzione minore: è tempo di concentrarsi anche su questo strumento e sulle sue potenzialità». Per i sindacalisti Rocco Palombella (Uilm-Uil) e Angelo Colombini (Femca-Cisl), ospiti del convegno organizzato da Confindustria Modena, non c'è altra ricetta per far ripartire le aziende.
Davanti a una folta platea di imprenditori e manager Palombella e Colombini hanno ribadito la necessità di svecchiare il modello delle relazioni industriali. «I cambiamenti della nostra società avvengono a una tale velocità che non è più pensabile anteporre l'ideologia alla soluzione concreta dei problemi. Il contratto di secondo livello, ragionando in maniera molto pragmatica, è un ottimo strumento per risollevare la produzione e l'organizzazione del lavoro nella aziende, va incontro alle esigenze specifiche e particolari dei lavoratori».
«L'impresa», hanno ricordato i due sindacalisti in conclusione di dibattito, «non è un mostro da eliminare costi quello che costi. Dal suo stato di salute, dalla sua capacità di reagire ai mutamenti socio-economici, e in ultima analisi dalla sua sopravvivenza, dipende il destino dei lavoratori. L'esempio di Pomigliano d'Arco è lampante: con un contratto integrativo abbiamo permesso a Fiat di mantenere viva la produzione, di assumere e aumentare i salari». Guarda la gallery
(01 giugno 2011)