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il restauro

Confindustria Modena rifà il look al Salone d'Onore

L'associazione degli industriali ha finanziato i lavori nel luogo simbolo del Palazzo Ducale. A fine anni '90 aveva contribuito al risanamento della Sala dello Stringa

Da sinistra: il colonnello Antonio Boccardi, il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, il comandante dell'Accademia militare Roberto Bernardini, la soprintendente Paola Grifoni e il direttore tecnico di Clessidra Fabio Iemmi«Il restauro delle superfici pittoriche della controfacciata del Salone d’Onore ha riportato allo splendore originario il cuore del Palazzo Ducale. Se oggi possiamo riappropriarci di questo luogo e riprendere le nostre attività, è grazie al sostegno di un’eccellenza del mondo economico-produttivo modenese come Confindustria Modena». Tra Accademia e Confindustria Modena esiste da tempo un rapporto speciale di collaborazione. Il comandante dell'Accademia militare, generale di Corpo d’Armata Roberto Bernardini, lo ha ribadito anche nella conferenza stampa con cui è stato presentato l’intervento di recupero del salone simbolo del Palazzo Ducale.

Già a fine anni Novanta, quella che ancora si chiamava Associazione degli Industriali di Modena aveva finanziato il risanamento della volta affrescata della Sala dello Stringa (la prima delle tre anticamere che porta alla Sala del Trono ed è attigua al Salone d’Onore). «Per Confindustria Modena, quella con l’Accademia, è una collaborazione che non si è mai interrotta», afferma il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari. «Ma da questa esperienza, oltre che una grande soddisfazione, traggo volentieri un importante spunto di riflessione: dove il valore dei beni artistico-culturali è tenuto in gran considerazione si aprono prospettive importanti anche per i soggetti economici che in quel territorio operano».

Il lato sud della volta del Salone d'Onore: si sono concentrati qui le operazioni di restauro«Nel nostro Paese i giacimenti petroliferi ci sono e stanno sopra di noi, non sotto», ha affermato la soprintendente ai Beni Architettonici di Bologna, Modena e Reggio Emilia Paola Grifoni. «Il mio personale ringraziamento va alle persone dell’impresa Clessidra che hanno lavorato con passione e sacrificio per ripristinare quel gioiello di architettura e arte che è il Salone d’Onore, ma si estende anche a Confindustria Modena e all’Accademia militare».

La qualità e la velocità di esecuzione dei lavori sono state eccellenti. «In un mese e mezzo», racconta il direttore tecnico di Clessidra Fabio Iemmi, «abbiamo sanato le infiltrazioni d’acqua e riconsegnato il Salone al suo antico splendore».

Ma il Palazzo, un tempo appartenuto alla casata Estense, è alle prese con problemi strutturali che meriterebbero un forte e diretto interessamento da parte dello Stato. «Il privato, in questi ultimi tempi, è riuscito a fare grandi cose sul fronte del mantenimento del patrimonio artistico-culturale» chiosa la Polidori, «Il caso del Palazzo Ducale di Modena poi, da questo punto di vista, è emblematico. Credo però che debba essere lo Stato, prima di ogni altro, a doversi fare carico della conservazione e del mantenimento dei nostri beni culturali». «Abbiamo buone possibilità», ha concluso il generale Bernardini rispondendo alla soprintendente, «che il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi, entro breve, sia a Modena per visitare il Palazzo. In quell’occasione, contiamo di pianificare con lui una serie di interventi con cui cominciare l’opera di consolidamento e riqualificazione della struttura».

(12 ottobre 2009)
Argomenti: Confindustria, Cultura