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Confindustria Modena, inaugurata la nuova sede di Medolla

Presenti i sindaci dei nove Comuni dell'Unione e tanti imprenditori del territorio. In platea anche l'"inventore" del biomedicale Mario Veronesi

Da sinistra: il presidente di Confindustria Emilia-Romagna Gaetano Maccaferri, il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, il sindaco di Medolla Filippo Molinari e l'assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli

Per un sistema Paese paralizzato e in grave difficoltà c'è un sistema Confindustria attivo e in grande fibrillazione. Si vede bene a livello nazionale (prima Emma Marcegaglia, poi Paolo Buzzetti di Ance e infine Jacopo Morelli dei Giovani Industriali), ma si riflette altrettanto bene sui territori, come dimostra l'inaugurazione della nuova sede di Medolla da parte di Confindustria Modena. 

«Che il momento economico non sia dei migliori è sotto gli occhi di tutti», ha commentato Pietro Ferrari, «tuttavia voglio respingere con forza quelle critiche che parlano di una Modena appannata o impolverata. Non è così. Questi locali sono a disposizione dei nostri imprenditori che vogliono ritrovarsi, dibattere, dialogare, trovare possibili risposte alla crisi. L'associazione è concretamente al loro fianco».

Per il presidente di Confindustria Emilia-Romagna Gaetano Maccaferri, intervenuto nel convegno successivo insieme all'assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli e agli imprenditori Vainer Marchesini e Stefano Rimondi, «la sede di Medolla è la riprova della grande vitalità di Confindustria Modena, che decide di affiancare ancora meglio le proprie imprese associate».

Tra gli imprenditori presenti in sala c'era anche Mario Veronesi a cui l'ad di Bellco Stefano Rimondi ha tributato un affettuoso ringraziamento. «Se oggi siamo qui a parlare di Area Nord è grazie a lui e alla sua geniale intuizione. La Bassa, per nostra fortuna, continua a essere feconda dal punto di vista imprenditoriale ma il biomedicale paga a caro prezzo i tagli alla Sanità e la mancanza strategica di infrastrutture».

A Rimondi fa eco Marchesini che rincara: «Siamo un territorio ricco di talenti e di persone che hanno voglia di lavorare, ma non è più concepibile continuare a fare impresa con una rete infrastrutturale così malmessa. Per buona parte la rete viaria è rimasta quella degli anni Sessanta ma i volumi di traffico da allora sono aumentati vertiginosamente».

Da parte sua l'assessore Muzzarelli, smarcandosi «da una scellerata politica nazionale di tagli indiscriminati», garantisce che la Regione sta facendo tutto quanto in suo potere per aiutare i territori. «Sulla Cispadana la nostra posizione è chiara da tempo, non ci possono essere fraintendimenti. E per le imprese», ha concluso l'assessore, «crediamo che il Tecnopolo di Modena possa essere un valido supporto. Ingegneria meccanica e meccatronica, logistica, medicina rigenerativa e ricerca genetica sulle cellule staminali: l'innovazione si potrà misurare e sperimentare concretamente».

(30 settembre 2011)
Argomenti: Confindustria