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l'intesa

Confindustria Modena e Carisbo
Insieme per la ripresa delle pmi

Giovedì 29 ottobre verrà siglato l'accordo a sostegno delle piccole e medie imprese modenesi. A seguire un convegno che passerà in rassegna i dettagli della convenzione

Senza l’afflusso del credito alle imprese la ripresa economica è un miraggio. L’accordo sottoscritto recentemente tra Intesa Sanpaolo e Piccola Industria di Confindustria tenta, con un plafond pari a cinque miliardi di euro, di dare una boccata d’ossigeno al cuore del sistema produttivo italiano: le pmi.

Perché l’intesa non rimanga lettera morta, Intesa Sanpaolo e Piccola Industria di Confindustria hanno deciso di procedere con la stipula di specifiche convenzioni a livello territoriale. A Modena la convenzione sarà sottoscritta giovedì 29 ottobre dal presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari e dal direttore generale Carisbo Giuseppe Feliziani. Intesa Sanpaolo (6200 sportelli in Italia) mette a disposizione con questo accordo nuovi finanziamenti per le imprese modenesi attraverso Carisbo, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo operante a Bologna e in Emilia con 217 sportelli.

Dopo la firma, alle 10.30 presso l’auditorium "Giorgio Fini", si terrà "Crescere insieme alle imprese. Accordo Carisbo e Confindustria Modena per il sostegno alle pmi sul territorio", un convegno che porrà l’accento tanto sull’accordo nazionale quanto sui dettagli che andranno a far parte della convenzione locale. All’incontro parteciperanno i vicepresidenti di Confindustria Modena Giovanni Arletti e Filippo Borghi, rispettivamente con delega alla Piccola Industria e al Credito e Finanza, il responsabile direzione Marketing Imprese Intesa Sanpaolo Carlo Berselli e il direttore generale Carisbo Giuseppe Feliziani.

L’accordo verte su tre punti fondamentali: sostegno al capitale circolante, rinvio delle rate su mutui e leasing, ricapitalizzazione. Nel primo punto Carisbo si rivolge alle imprese che devono, loro malgrado, affrontare problemi di liquidità derivanti dagli insoluti dei loro clienti. L’azienda, anziché intaccare con i debiti il conto corrente ordinario, avrà una valvola di sfogo nell’apertura di un conto appositamente dedicato, una sorta di "conto insoluti".
Nel secondo aspetto il rinvio potrà essere concesso per un periodo massimo di dodici mesi, ed è riservato alle pmi il cui fatturato non superi i 50 milioni di euro.
Nel terzo e ultimo punto la ricapitalizzazione sarà supportata con due modalità differenti ("ricapitalizzazione a crescita programmata" e "ricapitalizzazione moltiplica") volte al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

Giovanni Arletti«Le aziende», spiega Giovanni Arletti, «devono potersi riappropriare della loro capacità di programmazione futura. Mi auguro che, tramite questo accordo, le nostre tante pmi associate possano ricapitalizzarsi in modo da aumentare il proprio merito creditizio per avere più facilità nell’accesso al credito».
«La convenzione», sottolinea Giuseppe Feliziani, «metterà a disposizione degli imprenditori della provincia di Modena strumenti per alleggerire la gestione finanziaria, per rinforzare la capacità patrimoniale delle imprese e per prepararle a riprendere con basi più solide lo sviluppo successivo che tutti ci auguriamo. Il rinvio di un anno delle rate dei mutui in essere, il nuovo polmone finanziario per la gestione del capitale circolante, e i finanziamenti per aumentare o rafforzare il patrimonio netto delle aziende sono la nostra risposta alle esigenze delle piccole e medie aziende».

(23 ottobre 2009)
Argomenti: Confindustria, Credito