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Club innovatori, valore aggiunto per le imprese

A poco più di un mese dall'inizio delle sue attività il neonato Club degli innovatori riscuote vivo interesse: all'attivo due tavoli di lavoro e 50 aziende iscritte

Alessandro RossiAll'attivo due tavoli di lavoro e una cinquantina di aziende iscritte. Il Club degli innovatori, a poco più di un mese dall'inizio delle sue attività, naviga col vento in poppa.

Giovedì 3 dicembre, le aziende che hanno preso parte al secondo e ultimo appuntamento di questo 2009, incentrato sui modelli organizzativi dell'ufficio tecnico, sono state 16: Angelo Po, Cms, Caprari, Centro Alesatura, Elettromeccanica Tironi, Fox Bompani, Gruppo Fabbri, Klarius, Lm, Mantovanibenne, Nilfisk-Cfm, Simpesfaip, Tec Eurolab, Tellure Rôta, Zadi e Zetech.

«I temi che di volta in volta mettiamo al centro dei nostri tavoli di lavoro hanno l'avallo dei nostri associati», sottolinea Alessandro Rossi, responsabile del Club e a capo dell'area Fisco e finanza di Confindustria Modena. «Con una sezione ad hoc del nostro sito Internet, chiediamo alle aziende del Club di esprimere un parere indicando il proprio grado di coinvolgimento e interesse. L'obiettivo principale del Club degli innovatori è favorire le aggregazioni tra imprese in un'ottica di rete: questi incontri, coordinati dal punto di vista tecnico da Crit Research, sono uno strumento per creare "valore aggiunto" tra le imprese partecipanti».

«L'adesione al Club degli innovatori», continua Rossi, «è gratuita e riservata alle imprese associate a Confindustria Modena che condividono gli indirizzi contenuti in un apposito regolamento. Per poter partecipare ai tavoli di lavoro, che sono a numero chiuso, occorre iscriversi contattando la segreteria del Club al numero 059448342 o alla mail innovatori@confindustriamodena.it».

Il primo incontro del 2010 è previsto giovedì 21 gennaio a partire dalle 14.30. «Perché è possibile insegnare a una persona di buona intelligenza come risolvere un'equazione, progettare uno stampo, sintetizzare una molecola e sembra impossibile insegnare un metodo che aiuti quella stessa persona a generare idee innovative?», domanda provocatoriamente Andrea Ceci di Crit Research. «Il primo tavolo di lavoro del prossimo anno si propone di discutere l'efficacia del cosiddetto metodo Triz, con la testimonianza di aziende che su tale argomento hanno frequentato un corso di formazione».

(14 dicembre 2009)