Confindustria Modena
Imprese
ARCHIVIO

Stampa l'articolo
san prospero

Clm, una Pmi con sfide internazionali

Con un giro di affari che nel 2011 ha toccato i 5 milioni di euro, l'azienda di San Prospero guarda all'anno appena cominciato con un obiettivo: internazionalizzare. L'intervista dell'ad Valentina Baraldi a EmmeWeb

Valentina Baraldi, amministratore delegato di ClmClm è un'azienda di San Prospero che produce e commercializza sistemi di carico in alluminio. Con i suoi 23 dipendenti, un fatturato che nel 2011 ha toccato i 5 milioni di euro e un nuovo stabilimento produttivo che si espande su 8.000 metri quadrati, ha le carte in regola per giocarsi la partita più importante del 2012: corroborare la rete commerciale già sparsa per il mondo e spingersi sempre più avanti nei progetti di internazionalizzazione.

Quando è nata Clm e quali sono stati i cambiamenti organizzativi apportati dalla nuova politica di gestione che lei ha inaugurato?
«Clm è nata nel 1992, io sono entrata in azienda nel 2007 occupandomi di marketing e, giusto dall'anno scorso, rivesto il ruolo di amministratore delegato. Abbiamo iniziato come produttori di rampe da carico in alluminio, con accessori specifici per il sollevamento, e poi, nel tempo, abbiamo sviluppato una vasta gamma di altri prodotti quali passerelle pedonali, piani di carico, pedane da carico, stazioni di manutenzione. Ci rivolgiamo ai settori produttivi più disparati: movimento terra, edilizia, agricoltura, giardinaggio, sicurezza, superamento di barriere architettoniche. Negli ultimi anni le novità sono state dirompenti: abbiamo creato prodotti ad hoc per la logistica e ci siamo affacciati sui mercati del Sud America, dove abbiamo firmato un importante contratto di distribuzione in Brasile, e del Medio Oriente dove, grazie al bando delle Reti regionali, abbiamo messo in piedi un importante progetto.

Qual è l'obiettivo cardine di Clm su cui impostare il 2012?
«Tra gli obiettivi del 2012 c'è sicuramente il rafforzamento della nostra vocazione all'export che al momento riguarda il 70 per cento del nostro fatturato. Stiamo lavorando sodo per consolidare la nostra posizione commerciale in Australia ed Estremo Oriente. Ormai il mondo deve diventare la nostra casa».

A livello professionale quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato finora?
«Le difficoltà che giornalmente dobbiamo affrontare non sono poche, specie sul piano burocratico. I tempi della pubblica amministrazione sono biblici e quasi mai collimano con le esigenze delle aziende. Vuole un esempio? I finanziamenti alle imprese tramite i bandi regionali. Facciamo domanda per accedervi, entriamo in una graduatoria premiante ma poi quando arrivano i quattrini, se arrivano, è già troppo tardi: le scadenze con i nostri fornitori, nel senso pià generale del termine, sono tutte superate. Una burocrazia così ipertrofica e snervante fa davvero passare la voglia di fare».

Che cosa consiglierebbe a un giovane che volesse diventare imprenditore?
«Ai giovani che vogliono intraprendere un'attività imprenditoriale mi sento di dire "guardate ai Paesi che sono in crescita perché forse l'Italia e l'Europa hanno già dato tutto quello che dovevano dare". Occorre puntare verso i mercati emergenti, realtà più dinamiche della nostra».

(11 gennaio 2012)
Argomenti: Metalmeccanico