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Disoccupazione, una tegola sulla testa della ripresa economica

Secondo i centri per l'impiego provinciali il numero dei disoccupati nella nostra provincia è quasi triplicato negli ultimi due anni, passando dai 6.000 del 2008 ai 15.490 di settembre 2010

Al 30 settembre 2010 sono 15.490 i modenesi, disoccupati e in mobilità, che risultano senza lavoro. Il dato è stato elaborato dai Centri per l'impiego provinciali.

«Numeri preoccupanti», commenta l'assessore provinciale al Lavoro Francesco Ori, «che indicano come la debole ripresa economica non corrisponda a un analogo rilancio dell'occupazione».

La disoccupazione colpisce in prevalenza le donne (57 per cento) e i lavoratori nella fascia di età tra i 25 e i 44 anni, per circa il 35 per cento gli stranieri. Gli iscritti alle liste di mobilità, che provengono in massima parte da realtà aziendali al di sotto dei 15 dipendenti, si concentrano nella fascia tra i 35 e i 54 anni (circa il 60 per cento) e sono in prevalenza uomini (54 per cento).

La percentuale degli stranieri si ferma in questo caso a poco più del 22 per cento. Sia i lavoratori in disoccupazione che quelli in mobilità provengono in particolare dai settori della metalmeccanica, della ceramica e dell'edilizia e si caratterizzano per un livello di professionalità medio bassa.

Oltre il 60 per cento possiede infatti un titolo di studio uguale o inferiore alla licenza media. Tra le persone in cerca di impiego non mancano però i laureati, pari a poco meno del 7 per cento. Un ulteriore elemento in comune è la disponibilità ad accettare offerte di lavoro con mansioni di profilo medio basso o comunque inferiore alle qualifiche possedute.

Tra gennaio e settembre 2010 il mercato del lavoro modenese denota comunque un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni dal lavoro, determinato in particolare dai settori dell'agricoltura e dei servizi alle imprese e alle persone.

Sul piano dei contratti di lavoro prosegue però la tendenza che vede la flessione dei rapporti a tempo indeterminato con un calo pari a 1.500 unità, mentre crescono i rapporti di assunzione a tempo determinato (1.200 contratti in più), i contratti a chiamata (saldo positivo di 1.282), e il lavoro in somministrazione (+1.466).

(02 novembre 2010)
Argomenti: Enti locali