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Automotive: una filiera che guarda al futuro

Trend e scenari del settore automotive, attività strategica della filiera e alta formazione saranno i temi analizzati in occasione del convegno "L'Emilia dei motori: una filiera che guarda al futuro". L'appuntamento è per mercoledì 7 giugno alle ore 15.30 presso l'Aula Magna dell'Accademia Militare di Modena

Esponenti del mondo industriale, di quello accademico e delle istituzioni si riuniranno a Modena in occasione del convegno organizzato da Confindustria Emilia, sede di Modena, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la Fondazione Democenter. In questa intervista, Andrea Bozzoli, amministratore delegato di Hpe Coxa, tra i relatori dell'incontro, illustra gli obiettivi dell’iniziativa e i temi che verranno approfonditi durante l’incontro.

Dopo il grande successo del 2016 torna il convegno sul settore dell’automotive. Quale sarà il tema principale dell’edizione 2017?
«Quello del 7 giugno, all’Accademia militare di Modena, è la seconda edizione di un ciclo di incontri tematici sul comparto dell’automotive regionale. L’anno scorso, in occasione del primo appuntamento, è stata presentata un’importante ricerca con l’obiettivo di identificare e delineare le esigenze e i bisogni specifici del settore sia in termini di formazione che di occupazione. Quest’anno invece il tema centrale sarà dedicato alla filiera».

Quali sono gli obiettivi del convegno?
«Al convegno parteciperanno esponenti del mondo industriale, accademico e istituzionale. Obiettivo dell’incontro è analizzare le strategie di crescita e di sviluppo della filiera del settore automotive; si confronteranno, da una parte quelle che sono le esigenze di mercato dei grandi produttori, e dall’altra cosa il mondo universitario e istituzionale sta facendo a supporto del comparto che sta diventando sempre più importante sia da un punto di vista tecnologico che in termini di occupazione regionale».

Andrea Bozzoli, ad di Hpe-CoxaQuali sono oggi i punti di debolezza e quelli di forza delle aziende che lavorano nella filiera dell'automotive?
«Il tessuto industriale italiano è caratterizzato dalla presenza di tante aziende di piccole e medie dimensioni; anche quelle che appartengano alla filiera dell’automotive non fanno eccezione: oggi ci sono realtà ancora troppo piccole e molto frammentate. Uno dei principali aspetti da migliorare è dunque quello dimensionale; bisogna lavorare affinché le aziende raggiungano quella dimensione per poter operare in modo autonomo in un settore che è caratterizzato da grandissimi produttori. Vi è ancora inoltre molta difficoltà, tra le imprese del comparto, a fare sistema, a collaborare tra loro e a integrare in modo efficace e complementare le differenti competenze. L’altro aspetto, che verrà sottolineato durante il convegno, riguarda la formazione del capitale umano. Se oggi le imprese possono avvalersi di grandi professionalità manuali, di operai specializzati, lo stesso non si può dire per la formazione di alto livello: la presenza di laureati in queste aziende è ancora troppo bassa. Non mancano certo i punti di forza che hanno reso il settore dell’automotive emiliano leader nel mondo; le aziende del comparto si caratterizzano per la grandissima dinamicità, per il forte coraggio imprenditoriale e per la voglia costante di innovare e di investire nonostante le difficoltà che spesso ci sono. Caratteristiche peculiari riconosciute dalle grandi aziende produttrici italiane e internazionali».

Da pochi mesi è stato creato un hub per l’alta formazione, unico a livello internazionale, che rende l’Emilia-Romagna centro d’eccellenza per la cultura universitaria nel settore dell’automotive. Quanto è importante la nascita di questa Academy?
«La Motorvehicle University of Emilia-Romagna rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione. In poco più di un anno, e quindi a una velocità impressionante, è stata programmata dalle Università della regione, che hanno collaborato assieme, un’offerta formativa ampia e molto specializzata; una risposta efficace che soddisfa le esigenze sia dei produttori, che hanno bisogno di specifici profili professionali, purtroppo ancora oggi non presenti, sia di tutta la filiera del settore. Sono stati quindi individuati due corsi di studi biennali: uno a indirizzo meccanico e l’altro a indirizzo elettronico. L’aspetto innovativo di questo percorso di alta formazione è la presenza delle aziende anche nella didattica; già in aula i ragazzi potranno confrontarsi concretamente con le imprese, ci saranno lezioni tenute direttamente da rappresentanti del management imprenditoriale, ma soprattutto gli studenti potranno accedere ai laboratori aziendali e testare direttamente quello che hanno studiato e che poi dovranno mettere in pratica una volta che entreranno nel modo del lavoro».

Quali azioni le istituzioni devono mettere in campo per supportare e sostenere le imprese della filiera che sono il cuore pulsante del settore automotive?
«In questi ultimi anni i finanziamenti provenienti, soprattutto a livello regionale, sono stati un segnale di novità molto importante; risorse economiche legate a quelle che possono diventare future opportunità in ambito occupazionale. Proprio il convegno, con l’intervento dell’Assessore regionale alle attività produttive Palma Costi, sarà un’importante occasione per fare il punto su quello che le istituzioni stanno facendo e per confermare la volontà di supportare e sostenere la filiera; naturalmente le aziende del comparto devono continuare a investire nel capitale umano, evolvendo e focalizzando le proprie competenze in funzione di quei trend tecnologici che i grandi produttori nazionali e internazionali hanno delineato e stanno sviluppando».

Programma

Modulo conferma di partecipazione

(29 maggio 2017)