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conferenza nazionale del Biomedicale

B. Braun Avitum: «Sul territorio le energie per combattere la crisi»

Alla conferenza nazionale "Innovazione e Ricerca per nuovi prodotti e servizi nel settore biomedicale" c'è anche l'azienda mirandolese. Il direttore Qm & Ra Giuliana Gavioli anticipa a EmmeWeb un nuovo progetto

Giuliana GavioliAl terzo posto nel mondo, al primo in Italia, guardando dall'alto Milano e poi Bologna. Il comparto biomedicale modenese (oltre 130 imprese, 4.500 addetti e un fatturato complessivo, nel 2009, di circa 950 milioni di euro) non si è fatto schiacciare dalla crisi.

Tra gli esempi virtuosi di chi non si è lasciato risucchiare dal vortice della recessione economica c'è sicuramente l'azienda mirandolese B. Braun Avitum Italy (220 dipendenti e circa 40 milioni di euro di fatturato nel 2009), specializzata nella dialisi e nei trattamenti extracorporei del sangue, nonché nel campo della nutrizione enterale e parenterale.

B. Braun Avitum è una delle aziende che porta la sua testimonianza e le sue riflessioni alla conferenza nazionale "Innovazione e ricerca per nuovi prodotti e servizi nel settore biomedicale" (Modena, 4-5 ottobre).

«La spinta sull'innovazione dei processi produttivi e dei nuovi prodotti non si è mai esaurita, nemmeno nei momenti più bui e difficili della crisi», sottolinea il direttore Qm & Ra di B.Braun Avitum Italy Giuliana Gavioli. «Dalla casa madre tedesca ci è pervenuta un'unica ma perentoria consegna: continuate a investire perché all'uscita dal tunnel non potete essere impreparati».

E così nei prossimi due anni le divisioni Avitum e Hospital Care del gruppo B. Braun saranno impegnate nello sviluppo di un sistema integrato di compounding per il riempimento automatizzato in ambito ospedaliero di sacche con composti farmacologici diversamente complessi e personalizzati per la nutrizione clinica di pazienti adulti, pediatrici e neonatali. Non da sole però. «L'idea», conferma Giuliana Gavioli, «è quella di metterci in rete con il Policlinico di Modena per la sperimentazione clinica, con il Dipartimento di Farmacia dell'Università di Modena e Reggio Emilia per la verifica della stabilità delle soluzioni farmacologiche preparate, con partner del territorio per la costruzione di apparecchiature dedicate al riempimento delle sacche parenterali».

Democenter, il centro di innovazione e trasferimento tecnologico di via Vignolese, avrà il compito di diffondere i risultati di questo progetto sul territorio. «Ovviamente», continua Gavioli, «non basterà il semplice seminario per far conoscere implicazioni e contenuti del nostro progetto. L'auspicio è che alla prima fase di informazione, faccia seguito un percorso di vera e propria formazione dei diversi attori economici e istituzionali della provincia con il fine ultimo di rendere l'esperienza replicabile».

«Mirandola ha ancora diverse cartucce da sparare», conclude Gavioli. «Lo stesso penso si possa dire per il Policlinico e l'ateneo modenese. Insomma, credo che dopo 20 anni i tempi siano più che maturi per tentare la costituzione di un qualcosa di molto simile a quella fucina di esperienze e conoscenze conosciuta come Silicon Valley».
Sotto la Ghirlandina il terzo comparto al mondo

(04 ottobre 2010)