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Gruppo Bellco: così vince il made in Italy

Gli indicatori economici registrano crescita costante e ottime performance in confronto al 2009. Al 31 dicembre 2010 i ricavi totali sono stati 105,8 milioni di euro

Carlo Vanoli, presidente BellcoIl Gruppo Bellco, la maggiore realtà nel campo del biomedicale a guida italiana, rilancia la sfida. A due anni dallo scorporo da Sorin Group e alle soglie dei 40 anni di attività, la compagine societaria (Fondi di Private Equity Argos Soditic al 60 per cento, Mps Venture Sgr al 30 per cento e management al 10 per cento) fa il punto della situazione.

Positivo il bilancio 2010. Nonostante il mercato di riferimento non se la passi troppo bene, gli indicatori economici di Bellco registrano crescita costante e ottime performance in confronto al 2009. Al 31 dicembre 2010 i ricavi totali sono stati 105,8 milioni di euro (+3,2 per cento rispetto al 2009), il margine lordo di 42,8 milioni (+13 per cento), l'Ebitda di 15 milioni (+14,7 per cento), l'Ebit di 8,4 milioni (+34,3 per cento) e gli investimenti in progetti di innovazione, ricerca e sviluppo hanno interessato il 4 per cento dei ricavi totali, ovvero 4,2 milioni di euro. Il totale delle risorse umane si attesta a 346 unità (263 in Italia e 83 all'estero). Dal 1° gennaio 2009 sono state effettuate 43 nuove assunzioni, di cui 29 giovani laureati (specie in R&D e Marketing).

Presentate a Mirandola iniziative inedite. A Mirandola sono state presentate tre nuove iniziative. La prima, Collaborative Research Club, è una nuova comunità medica interattiva, finalizzata alla promozione di progetti di ricerca, al contributo e all’interdisciplinarietà fra nefrologi, intensivisti, cardiologi e altri membri della comunità medico-scientifica; la seconda riguarda l'attivazione di 24 protocolli di ricerca; la terza e ultima iniziativa è rappresentata dal Progetto F.A.R.E., con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, finalizzato a nuovi processi terapeutici, basati sulla depurazione selettiva extracorporea del sangue, per patologie altamente invalidanti.

Mauro Atti, direttore scientifico BellcoBellco, una "bella compagnia". L'azienda di Mirandola è fra i primi produttori di sistemi avanzati per l’Emodialisi cronica e la Terapia intensiva in Italia e in Europa (oltre il 50 per cento del fatturato è oggi riferibile all’export su mercati Healthcare "avanzati". Nata nel 1972 su iniziativa di Mario Veronesi, Bellco (espressione di "Bella Compagnia") è fra le prime imprese del distretto biomedicale di Mirandola. Da sempre a conduzione italiana, vede attiva dal gennaio 2009 la compagine societaria che ha garantito mantenimento delle radici dell’azienda, ricerca e sviluppo sul territorio, costante crescita in termini di risorse umane.

Le parole del management. «Argos Soditic, Mps Venture e il management», ha sottolineato il presidente Carlo Vanoli, «hanno investito in Bellco perché fortemente convinti delle potenzialità di questa azienda nell’ambito delle sviluppo dei mercati della cura della salute. I risultati presentati oggi testimoniano nei fatti che abbiamo avuto ragione. Ne siamo orgogliosi».

«Siamo a 60 anni dalla prima dialisi in Italia (1952) e a circa 40 anni dalla nascita di Bellco (1972)», ha ricordato il direttore scientifico Mauro Atti. «Si tratta di due "storie" che siamo orgogliosi di poter dire strettamente collegate. Bellco ha infatti contribuito alla storia della dialisi e della depurazione del sangue. Il gruppo è fortemente determinato a proseguire nel cammino di Ricerca Collaborativa e Innovazione in partnership con la comunità medico-scientifica, l’università, enti e istituti di Ricerca».

Sono 2.500.000 nel mondo i pazienti che necessitano di una terapia sostitutiva renale. Centinaia di migliaia i casi di Sepsi severa nel mondo, oltre 26.000 all'anno in Italia. Si tratta di problematiche Stefano Rimondi, amministratore delagato Bellcocomplesse, nei confronti delle quali l’evoluzione della ricerca tecnologica e medico-scientifica può fare la differenza. I dati dei Registri nazionali attestano una sopravvivenza media a 5 anni, in Dialisi, pari al 55 per cento in Italia, a confronto con il 33 per cento in Usa e il 48 per cento di media europea. E questo a fronte di una spesa sanitaria per paziente tra le più basse nei Paesi con sistemi sanitari avanzati (58.000 euro all'anno negli Usa contro i 40.000 euro all'anno in Italia).

La fase aziendale di sviluppo indipendente varata nel 2009 ha consentito il deciso rilancio dei progetti di ricerca e il concretizzarsi d’iniziative inedite, quali il Collaborative Research Club. «Nato lo scorso anno», continua Atti, «vanta già oltre 500 iscritti e vede come coordinatori e partecipanti i più accreditati esperti europei. Il club ha messo a sistema l’attività di ricerca condivisa e, attraverso avanzati strumenti di condivisione, contribuisce ad agevolare il dialogo e il confronto fra esperti, anche e soprattutto di diverse discipline».

«Siamo un'alternativa unica, per il settore, alle grandi multinazionali», commenta l'amministratore delegato Stefano Rimondi. «Contiamo su una forte presenza in Europa. Siamo posizionati fra i leader in nazioni quali Canada, in cui abbiamo aperto una filiale nel 2009, Messico, Corea e Cina. In due anni della nuova gestione abbiamo assunto oltre 40 nuove risorse. Per proseguire e andare "oltre" vi è la necessità urgente che condizionamenti "di sistema", quali il cronico ritardo dei pagamenti da parte del sistema pubblico, vengano una volta per tutte fronteggiati, come più volte sottolineato da Assobiomedica, l’organo di settore per Confindustria, per il quale rivesto il ruolo di vicepresidente. Le risorse finanziarie drenate da inefficienze del sistema Italia potrebbero senza dubbio trovare miglior utilizzo in concreti programmi d’innovazione. La tecnologia biomedicale è un elemento essenziale per rendere compatibile spesa sanitaria e qualità dell’assistenza medica: in questo contesto Gruppo Bellco conferma e rinnova le radici della propria missione».

(19 aprile 2011)
Argomenti: Biomedicale