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Bankitalia, nel rapporto economia sull'Emilia-Romagna focus sul sisma

«Un evento come questo in un'area così altamente produttiva non c'è mai stato in Italia. Con l'aggravante che è stata colpita una zona fortemente distrettuale, con ripercussioni di filiera anche sui fornitori che hanno sede all'esterno del cratere»

Il quadro socio-economico dell’area colpita. L’area colpita ha una superficie di oltre 2.200 chilometri quadrati con una popolazione di 550 mila residenti (230 mila famiglie), il 12,6 per cento del totale regionale. Il 10 per cento della popolazione è di origine straniera. La densità della popolazione nell’area è di 245 abitanti per chilometro quadrato. 

In base ai dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, nel 2009 il reddito dichiarato dai contribuenti dei 37 comuni colpiti dal sisma era pari al 12,1 per cento del totale regionale (3,0 per cento la corrispondente quota dei comuni nel raggio di 10 km dagli epicentri). Se si considerano anche i comuni al di fuori della regione, l’incidenza sul reddito nazionale era pari all’1,3 per cento (0,3 per i comuni maggiormente colpiti). In base ai dati del Censimento 2001, gli addetti alle unità locali nei comuni colpiti erano circa 204 mila, pari all’11,6 per cento del totale regionale e all’1,1 del totale nazionale. Marcata è la presenza di attività industriali con quote degli addetti pari al 14,8 e all’1,6 del totale regionale e nazionale, rispettivamente. All’interno dell’industria i settori più rappresentati erano quelli della meccanica e del tessile. In particolare, il distretto di Mirandola è specializzato nel biomedicale, Modena e Guastalla sono specializzati nella meccanica e Carpi nel tessile. I più recenti dati sulle Forze di lavoro confermano il forte orientamento industriale dei comuni interessati dal sisma: nella media del periodo 2005-11 gli occupati nell’industria erano oltre il 40 per cento del totale, 7 punti percentuali in più rispetto alla media regionale. 

L’area presenta un elevato orientamento ai mercati esteri; si stima che il valore delle esportazioni delle imprese dei comuni colpiti dal sisma rappresentasse nel 2011 circa il 13 per cento di quello regionale e poco meno del 2 di quello nazionale. Circa due terzi delle esportazioni erano diretti verso mercati europei. Il distretto biomedicale di Mirandola è probabilmente l’area produttiva che ha subito i danni maggiori a seguito del terremoto.

Le prime misure di sostegno. Nella riunione del 30 maggio 2012 il Consiglio dei Ministri ha approvato una serie di misure di sostegno alle zone colpite dal sisma, che saranno finanziate attraverso l’aumento di due centesimi dell’accisa sui carburanti e dalle risorse che si renderanno disponibili a seguito della spending review. Secondo una stima della Regione, con l’aumento dell’accisa dovrebbero essere raccolti 500 milioni di euro, mentre ammonterebbero a circa 2 miliardi di euro i fondi recuperati dalla razionalizzazione della spesa pubblica.

In particolare, oltre al rinvio a settembre delle scadenze dei versamenti fiscali e contributivi, disposto con decreto ministeriale, il decreto legge approvato ha previsto lo stanziamento di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni e degli edifici pubblici e il ripristino dei relativi servizi (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali. Al fine di agevolare la ripresa delle attività economiche, inoltre, sono previste la concessione di crediti agevolati a valere su un fondo di rotazione della Cassa Depositi e Prestiti e sul Fondo di garanzia del Ministero dello sviluppo economico, nonché facilitazioni per la provvisoria delocalizzazione delle imprese.

Le banche aderenti all’Abi in un comunicato del 25 maggio 2012 avevano già dato la propria disponibilità a sospendere fino a tutto il 2012 il pagamento delle rate dei mutui garantiti da immobili residenziali, commerciali e industriali che risultino danneggiati e a mettere a disposizione di imprese e famiglie circa 800 milioni di euro per finanziamenti agevolati. In generale, è stata prevista anche l’esclusione dell’applicazione delle spese di istruttoria, fase che seguirà canali preferenziali e procedure accelerate. In alcuni casi, oltre a prevedere plafond per finanziamenti agevolati dagli intermediari e moratorie fino a 12 mesi sulle rate dei finanziamenti, è stata garantita ai dipendenti delle imprese colpite dal sisma l’anticipazione a condizioni di favore dei trattamenti di Cig.

È stato anche preannunciato dalla Commissione europea il finanziamento a fondo perduto, per circa 150-200 milioni di euro, delle spese connesse con l’emergenza sostenute dalle pubbliche amministrazioni. Inoltre, i ministri per lo sviluppo rurale hanno devoluto il 4 per cento del proprio fondo a favore delle zone terremotate, per un ammontare stimato di circa 100 milioni. Altre risorse potrebbero giungere dalla riassegnazione dei fondi destinati ai programmi operativi alla ricostruzione, cui si aggiunge l’impegno a non richiedere la restituzione di quelle già erogate per progetti europei che non potranno essere portati a termine per effetto del sisma.

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(20 giugno 2012)
Argomenti: Credito