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la ricerca di fondimpresa

Aziende metalmeccaniche all'avanguardia

Per il quarto anno consecutivo un'indagine sulla formazione per i lavoratori metalmeccanici finalizzata a testare le nuove esigenze di Industry 4.0 e livello di maturità del dialogo sociale

43 lavoratori metalmeccanici su 100 hanno seguito corsi di aggiornamento per più di 10 giorni in 3 anni. Per il 97,7% dei dipendenti e il 98,7% delle aziende la formazione aiuta la competitività e il 69% delle imprese ritiene i Fondi interprofessionali strumento di gran lunga più efficace (69%) rispetto ai finanziamenti pubblici (17%). Sono i risultati della ricerca "Il capitale umano una leva strategica per la competitività delle imprese".

Per il quarto anno consecutivo, le parti sociali hanno promosso un'indagine sulla formazione per i lavoratori metalmeccanici finanziata da Fondimpresa, finalizzata a testarne qualità ed efficacia, estensione alle nuove esigenze di Industry 4.0 e livello di maturità del dialogo sociale. La ricerca include 47 dei 58 piani del settore metalmeccanico finanziati dal Fondo di Confindustria Cgil Cisl e Uil con l’Avviso 3/2015, che ha stanziato 72 milioni di euro (poi portati a 99) per realizzare corsi sulla competitività.

I 47 piani, con 17 milioni di euro, hanno formato, in totale, circa 16.000 lavoratori di 2908 aziende, per il 90% PMI, realizzando oltre 95.000 ore di formazione, delle quali oltre 28.000 certificate. I corsi hanno colmato i principali fabbisogni individuati da imprese, enti di formazione e comitati di pilotaggio in merito a qualificazione dei processi produttivi, organizzazione, innovazione, contratti di rete, internazionalizzazione, commercio elettronico, digitalizzazione. Si avvertono ulteriori necessità di intervento su: processi e tecniche di produzione (27,7%); informatica e sistemi informativi (22,3%); sistemi di organizzazione aziendale (20,2%).

Imprese e lavoratori non hanno dubbi: per oltre il 90% la formazione realizzata in questo modo è una leva di competitività. Per il 46% delle aziende alcuni interventi formativi possono, anzi, “consentire di esplorare nuove nicchie di mercato o di rafforzare quelle già esistenti, al punto di dare luogo a nuove assunzioni”, soprattutto nella produzione, nella ricerca e sviluppo e nel commerciale/marketing. Una parte crescente della formazione, il 12%, viene dedicata alle necessità emergenti di Industria 4.0, aumentando di ben 8 punti percentuali rispetto alla rilevazione dell’anno precedente. I lavoratori sono ben consapevoli che acquisire nuove competenze in materia è un’opportunità (68,5%) o una necessità (29%), mentre solo il 2,6% la ritiene una moda passeggera. Gli argomenti maggiormente trattati sono le “simulazioni”, “l’integrazione orizzontale e verticale dei sistemi informativi” e “big data and analytics”.

Ben il 69% delle imprese ritiene di gran lunga più efficace la formazione finanziata con i Fondi interprofessionali rispetto a quella autofinanziata (17%) e a quella che utilizza incentivi pubblici (14%). I Fondi, il buon livello di dialogo sociale - che però, sostiene la ricerca, va aumentato, anche in vista del diritto, previsto dall’ultimo Ccnl, a 24 ore di formazione in 3 anni per tutti i 1.700.000 Metalmeccanici – e l’alta sensibilità del settore verso l’innovazione spiegano l’alta partecipazione alla formazione da parte dei lavoratori: per il 42,9% più di 10 giorni in 3 anni, per il 35% tra 3 e 10 giorni e per il 22% da 1 a 5.

(22 giugno 2017)
Argomenti: Confindustria