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Autotorino e i grandi chef sostengono la ricostruzione

Il presidente Plinio Vanini ha staccato un assegno da 25 mila euro per il progetto di housing sociale sostenuto da Confindustria Modena. Altri 4.500 euro sono stati raccolti tra i presenti

 

Il mix motori, alta cucina e solidarietà ha richiamato circa 1.200 persone nella nuova sede di via Emilia Est 1299. Schierati in prima linea per il progetto di housing sociale sostenuto da Confindustria Modena, partner importanti quali la Onlus Cancro Primo Aiuto e una serie di chef stellati capitanati da Massimo Bottura.

Oltre all'assegno di 25.000 euro consegnato dal presidente del gruppo Plinio Vanini al presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari e al presidente dei Giovani Imprenditori Elena Salda, a fine serata la raccolta fondi tra i presenti ha portato nelle casse della medesima causa altri 4.500 euro.

«Il mio sostegno a questo progetto è stato immediato», ha dichiarato Massimo Bottura. «Sono emiliano e amo la mia terra. Anzi potrei dire che io e le mie creazioni siamo frutto di questa terra. Negli ultimi anni mi è stato proposto di aprire ristoranti in ogni parte del mondo, ma sono sempre voluto rimanere in Via Stella 22 perché quella è casa mia e ciò che vedo da quella porta è il mio mondo. Il terremoto che ci ha colpito è una ferita ancora aperta».

Stregati dall'alta cucina di Bottura, Alajmo, Berton, Cedroni, Cerea, Esposito, Perbellini, Scabin, Sultano, Guidetti e Uliassi, i presenti hanno vissuto un evento elegante, ma senza sfarzi. Tutti uniti dal medesimo fine: dare un concreto sostegno alle popolazione dell’Emilia che ha come fine primario la costruzione di unità abitative assistite per anziani e disabili solo parzialmente autosufficienti.

Alla presenza di Roland Shell, direttore generale di Mercedes-Benz Italia, e di numerose autorità locali, significativo è stato pure l’intervento del presidente Vanini. «Vivendo a stretto contatto con i nostri collaboratori abbiamo vissuto di riflesso la drammaticità di quanto è successo la scorsa primavera nel Modenese. Da valtellinesi colpiti nel 1987 da una violentissima alluvione sappiamo benissimo quello che ha passato e sta passando il popolo emiliano. Anche per questo motivo ci siamo sentiti in dovere di dare il nostro piccolo contributo».

(17 settembre 2012)
Argomenti: Cultura, Terremoto