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Archivio digitale, Archivist non molla

L'azienda carpigiana, tra i pionieri della digitalizzazione degli archivi cartacei, scommette sul proprio futuro. Nel 2011 il fatturato dovrebbe salire a 1,5 milioni di euro

Fino a dieci anni fa un mercato praticamente inesistente. Dal 2006, con l'emanazione della circolare 36 da parte dell'Agenzia delle Entrate che sancisce la possibilità «di conservare in modo sostitutivo i documenti a rilevanza fiscale su supporti informatici», quello stesso mercato ha iniziato a galoppare.

Maurizio Zoboli, che con la sua Archivist (12 dipendenti nella sede carpigiana di via Nuova Ponente e 4 programmatori in Romania) è stato uno dei pionieri dell'archiviazione digitale ha registrato nel primo semestre del 2010, rispetto al pari periodo 2009, un aumento del fatturato pari all'85 per cento. «Un risultato eccezionale», conferma il titolare dell'azienda carpigiana, «che sarebbe potuto essere ancora migliore se non ci fossimo trovati nel mezzo del più grosso cataclisma economico-finanziario dopo il 1929».

Archivist deve la sua fortuna ad Archibox, una sintesi di hardware, software e servizi capace di dare una risposta al problema della dematerializzazione degli archivi cartacei (leggi l'articolo). «Dal 2009 notiamo una crescita decisa delle richieste per Archibox», afferma Zoboli. «A oggi ne sono stati venduti 77. La crisi ha bloccato tutti i progetti di archiviazione più costosi avvantaggiando la penetrazione del nostro prodotto che dal 2008 è coperto da brevetto europeo. Il cliente finale, piuttosto che spendere subito 40 o 50.000 euro, preferisce usufruire del servizio dietro il pagamento periodico di un piccolo canone».

Il mercato dell'archiviazione elettronica documentale ha enormi margini di crescita e il 2011, per Archivist, potrebbe essere l'anno della svolta, a patto però di costruire una valida strategia commerciale. «Creare una rete di partner informatici istruiti commercialmente e tecnicamente: è questo l'obiettivo da perseguire sul medio e lungo periodo. Per il momento la cosa sta funzionando bene e sono tantissimi gli attori del mercato dell'Ict che fanno sponda su di noi. Nel 2011 il fatturato dovrebbe crescere a 1,5 milioni di euro».

Le maggiori potenzialità di business provengono dalle aziende ma non sono esclusi altri interlocutori come la pubblica amministrazione e le associazioni di categoria. «Abbiamo un panorama di utilizzatori quanto mai vasto», conclude Zoboli. «Ultimamente stiamo lavorando a spron battuto per portare a casa nuove partnership commerciali. L'auspicio è che entro un anno al massimo possiamo diventare un solido punto di riferimento nel nostro settore».

(02 agosto 2010)
Argomenti: Ict