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la mappa 2010

Aon, ancora rischi nel sistema creditizio

Per la società americana, che ha una sede a Modena ed è attiva nel brokeraggio assicurativo, "l'asfissia finanziaria" rappresenta un rischio ancora elevato per l'Italia

La mappa del "Rischio politico 2010" di Aon Risk Service (una divisione di Aon Corporation che si occupa di brokeraggio assicurativo e di consulenza per la gestione del rischio), attribuisce anche quest'anno all'Italia un livello di allerta basso.

Tra le diverse tipologie di rischio economico prese in considerazione per costruire la mappa (tra cui espropriazioni, nazionalizzazioni, confische, inconvertibilità della valuta, disdetta di contratti, mancati pagamenti), in Italia Aon rileva però un significativo aumento del rischio credito.

Anche nel 2010 il sistema del credito soffrirà a causa dell'onda lunga della crisi. Nel nostro Paese "l'asfissia finanziaria" rischia di creare problemi ancora più gravi perché un tessuto di imprese medio piccole non ha vere alternative ai canali tradizionali.

In attesa di una misura governativa a sostegno dell'attività produttiva, il crescente aumento delle situazioni di insolvenza porta le aziende ad avere l'esigenza di disporre di uno strumento assicurativo, la polizza di assicurazione dei crediti commerciali, che fronteggi tali situazioni, garantendo la possibilità di svolgere in sicurezza la propria attività di business.

Stefania BonezziLa divisione Trade Credit di Aon Corporation, specializzata proprio nell'intermediazione delle polizze relative ai crediti commerciali, è coordinata da due modenesi: Stefania Bonezzi e Claudia Messori.

«Appena fu annunciata la decisione, da parte del governo francese prima e di quello tedesco poi, di intervenire a sostegno delle aziende rendendosi garanti dei loro crediti commerciali esclusi dall'assicuratore del credito», spiega Stefania Bonezzi, responsabile della divisione Trade Credit di Aon, «abbiamo provveduto a elaborare e mettere in atto tutte le strategie necessarie per realizzare politiche simili anche nel nostro Paese. A tale fine abbiamo promosso soluzioni di copertura "top-up", potenziato le soluzioni di "excess of loss" fino a collaborare con i clienti per guidarli nella realizzazione di tale struttura, in modo da renderli meno vulnerabili al rischio insolvenza».

Claudia MessoriL'incidenza percentuale dei premi del ramo dell'assicurazione dei crediti, sul totale premi dei rami "danni" italiano, non raggiunge l'uno per cento. Si tratta di un dato decisamente inferiore rispetto a quello registrato in altri Paesi europei. «La ragione principale di questa scarsa diffusione, anche rispetto a uno strumento molto simile come il factoring pro-soluto», spiega Claudia Messori, viceresponsabile della divisione Trade Credit di Aon, «è la scarsa conoscenza, da parte del mercato, di questa particolare copertura assicurativa, del tutto diversa rispetto alle altre ed erroneamente collocata all'interno del ramo danni. Invece l'assicurazione dei crediti commerciali non limita la propria funzione al risarcimento del danno, per insolvenza di diritto o di fatto del debitore, ma è da considerarsi come una struttura di servizi abbinata alla copertura assicurativa».

(22 marzo 2010)
Argomenti: Credito, Terziario