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Ance, ripresa possibile con la legge urbanistica

La nuova normativa regionale come volano di crescita per il settore edile: se ne discuterà in un convegno organizzato da Ance Modena

Da ottobre 2008 a giugno 2009, le imprese sono passate da 1.799 a 1.575 (-224), e i lavoratori da 7.645 a 6.799 unità (-846). I dati, forniti dalle Casse edili della provincia di Modena (l’ente paritetico costituito da sindacati e datori di lavoro), offrono uno spaccato del cattivo momento che interessa anche il comparto dell’edilizia.

Stefano Betti«Per noi la crisi è appena cominciata», commenta il presidente di Ance Modena Stefano Betti. «E solo nella parte conclusiva dell’anno e per tutto il 2010, quando le vecchie commesse saranno terminate, i contraccolpi della recessione saranno chiari ed evidenti. Il nostro settore, rispetto ad altri, in virtù di una struttura microfrazionata del mercato del lavoro e delle imprese, fa meno clamore. I posti di lavoro si perdono, è vero, ma non tutti in una volta e non con effetto immediato. A distanza di un anno e nove mesi però ci si ritrova a prendere coscienza del dramma: sono 2.000 i lavoratori del settore edile rimasti senza un impiego in provincia di Modena».

Le grandi opere pubbliche non partono, così come quelle piccole, che risentono dei patti di stabilità a cui sono assoggettati Comuni e Provincia. Al contempo non va meglio neppure l’edilizia residenziale: «La mancanza di un futuro certo e sicuro per i più giovani e la perdita dell’occupazione per i più vecchi», continua Stefano Betti, «non giocano certo a favore di questo mercato. Insomma siamo tra gli ultimi a essere entrati nella crisi e temo che saremo anche gli ultimi a uscirne. Ovvio che, da questo momento in poi, tutti gli sforzi sono tesi a creare le condizioni ottimali affinché, quando il vento della ripresa comincerà a soffiare, non ci si faccia trovare impreparati».

Una possibile occasione di crescita e sviluppo sembra venire dalla recente legge sull’urbanistica (L.R. 6/2009) della Regione Emilia-Romagna: in particolare quando si parla delle norme per la qualificazione del patrimonio edilizio abitativo e della cosiddetta premialità urbanistica.

I dettagli e le conseguenze pratiche di questo nuovo impianto normativo saranno al centro de "La riqualificazione urbana della città: opportunità per i cittadini e per le imprese", il convegno che, sabato 7 novembre a partire dalle ore 11 presso Villa Cesi di Nonantola, farà seguito all'annuale assemblea degli associati di Ance Modena.

Dopo l’introduzione del presidente di Ance Modena Stefano Betti, si avvicenderanno in qualità di relatori gli assessori alle Infrastrutture e allo Sviluppo del territorio, rispettivamente di Regione, Provincia e Comune di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, Egidio Pagani e Daniele Sitta. Chiuderà i lavori l’intervento del presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari.

«Nella legge regionale sull’urbanistica dello scorso luglio», conclude Betti, «si punta al miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, alla promozione di interventi di adeguamento o miglioramento sismico, alla semplificazione e la celerità delle procedure abilitative. Da questi punti qualificanti della legge dipende in buona parte il rilancio dell’edilizia residenziale. Nella sola Modena sono molti i quartieri costruiti a ridosso del centro storico che andrebbero riqualificati: si pensi a quante palazzine e a quanti condomini, dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, sono stati eretti in assenza delle più elementari norme antisismiche ed energetiche».

(02 novembre 2009)