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Anas e Fs, sfida all'ultimo dato

Lo scalo che si sta costruendo alle porte di Modena avrà un'estensione di circa 270.000 metri quadri. Al suo interno circoleranno quattro milioni di tonnellate di merci all'anno, equivalenti al movimento di 25 coppie di treni al giorno. Le tecnologie prevedono la realizzazione di un Apparato centrale computerizzato multistazione (Acc/M) per il comando degli scambi e dei segnali dello scalo, gestibile a distanza da Modena. Il nuovo terminal sarà inserito sulla tratta tra Modena e Rubiera della linea Bologna-Milano; da qui si raggiungerà l'interconnessione Modena ovest con l’Alta Velocità Milano-Bologna e la linea classica Modena-Verona.

Il progetto di Rete ferroviaria italiana (Gruppo Fs) prevede inoltre la realizzazione di un terminal intermodale, costituito da binari per il traffico combinato, da magazzini per lo stoccaggio e la movimentazione delle grandi unità di carico e da corsie di viabilità interna. Accanto a questo, un secondo capolinea per il traffico tradizionale, composto da binari a raso per il carico e scarico diretto delle merci, da un'area per la manutenzione, nonché da un fascio di binari per gli arrivi e le partenze.

«Le opere complementari per favorire l'accessibilità stradale», fanno sapere da Fs, «sono a carico di Anas. La nostra fine lavori è prevista per dicembre 2010, l’attivazione dal 2011».

Ma lo scalo merci, per funzionare, ha assoluto bisogno degli assi viari. Il sistema infrastrutturale, a carico di Anas, consta del prolungamento dell’autostrada A22, del collegamento fra la provinciale 467 Pedemontana con l’A1 e del raccordo con la tangenziale di Modena.

Un programma di spesa considerevole che porterebbe le stime più realistiche a 600 milioni di euro. Conclusione dei lavori? Non prima del 2014.

(21 aprile 2009)