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Alvaro Colombo: «Patto di stabilità, freno alle imprese»

Per l'assessore al Bilancio del Comune di Modena «ci impedisce di aiutare la ripresa vietando investimenti che potremmo sostenere». Si rinnova il fondo per cedere i crediti alle banche per pagare i fornitori

«Il Patto di stabilità limita il Comune nella capacità di spesa e nella elaborazione del Piano degli investimenti. Da un lato, ci costringe a spostare in avanti i pagamenti dei fornitori con conseguenti difficoltà per le imprese e possibili ricadute negative sull'occupazione e i redditi di lavoratori e famiglie. Dall'altro, limita la possibilità del Comune di intervenire sulla crisi economica e di creare, attraverso gli investimenti, opportunità di lavoro per le imprese». Lo ha detto Alvaro Colombo, assessore al Bilancio del Comune di Modena, intervenendo in Municipio all'incontro sul Patto di stabilità promosso dal sindaco Giorgio Pighi con i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati.

Le modifiche introdotte con la legge 122 del dicembre 2010 prevedono criteri precisi per fissare il tetto di spesa delle amministrazioni pubbliche. Nel caso del Comune di Modena, fatta la media della spesa corrente del triennio 2006/2008 (199,6 milioni di euro) si calcola per il 2011 una percentuale dell'11,4 per cento (22,7 milioni). Si devono poi sottrarre come correttivo oltre 6 milioni, pari al taglio dei trasferimenti dallo Stato e, ulteriore correttivo, la cifra risultante deve essere dimezzata.

Il nuovo patto prevede per il Comune di Modena un saldo positivo di 8,7 milioni a fronte degli attuali 730 mila. Così, a fronte di entrate del Comune di Modena per 40 milioni circa, 8 dei quali impegnati nella spesa corrente, si arriva a 22 milioni come tetto massimo di spesa. Se non si rispetta il patto si incorre in penalizzazioni severe come il blocco del personale e degli investimenti, oltre alla detrazione dei trasferimenti.

«La penalizzazione per noi è accentuata dal fatto che il Patto di stabilità nasce per contenere il debito pubblico, che in gran parte è dello Stato. Il Comune di Modena è uno dei più virtuosi in Italia riguardo all'indebitamento che nel nostro caso è minimo», ha spiegato Colombo. «Impedirci di investire risorse che avremmo a disposizione ci impedisce di aiutare la ripresa, visto che invece gli investimenti pubblici italiani sono per oltre il 70 per cento in capo alle autonomie locali: Comuni e Province».

Per dare una risposta concreta al problema dei ritardi e delle dilazioni dei pagamenti ai fornitori, il Comune di Modena è pronto a rinnovare il protocollo dello scorso anno proposto a livello regionale dall'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), dall'Upi (Unione delle province italiane) e dalle Camere di Commercio, che consente la cessione del credito alle banche o a intermediari finanziari garantiti dal Comune attraverso un fondo stanziato per coprire gli oneri finanziari delle operazioni di cessione. Nel 2010 l'Amministrazione modenese ha accolto tutte le 53 domande pervenute, per un totale di 6 milioni di euro. E quest'anno il fondo sarà riproposto.

(26 gennaio 2011)
Argomenti: Enti locali