Confindustria Modena
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Gli interventi degli altri relatori

Ivano Miglioli«I provvedimenti presi dalla maggioranza sono inadeguati e insufficienti»: Ivano Miglioli, parlamentare Pd membro della commissione Lavoro della Camera, boccia su tutta la linea le misure anticrisi messe in campo dal governo. E sottolinea: «Questa maggioranza per ben sette volte è intervenuta sulla recessione ponendo la fiducia. Con quale coraggio può rispondere a quei 300.000 lavoratori a tempo determinato che nel frattempo non si sono visti rinnovare il proprio contratto? E alle aziende che non ottengono dalle banche più nessuna linea di credito?».

Giuliano CazzolaGiuliano Cazzola, deputato Pdl e vicepresidente della commissione Lavoro della Camera, replica al collega che «il governo, nel pacchetto anticrisi, ha varato diverse misure a sostegno delle fasce più esposte». La disoccupazione tocca quasi l’8 per cento ed è in linea con quella che si registra in Inghilterra e Francia, ma «se i disoccupati effettivi sono più di 400 mila, c’è un dato che vale la pena di integrare ai fini della valutazione: le 222 mila assunzioni di stranieri».

Donato PivantiLa guerra delle cifre appassiona anche il segretario provinciale Cgil Donato Pivanti che precisa: «Raffronti tra il nostro e altri Paesi non si possono fare perché i dati italiani sulla disoccupazione sono fermi al primo trimestre del 2009. Arrivati a questo punto, piuttosto che perdersi in elucubrazioni, sarebbe bene avviare un serio confronto sulle politiche industriali. In Italia non c’è una discussione vera su cosa fare per uscire dalla crisi, finora si è parlato invariabilmente di come resistere, si è messo mano agli ammortizzatori sociali ma a nessuno è venuto in mente di aprire un confronto con il sindacato».

Roberto Vezzelli«Da 15 anni», commenta il presidente di Legacoop Modena Roberto Vezzelli, «salari, occupazione e garanzie sociali sono stati lasciati andare in malora. Ciononostante il sistema cooperativo, trova in sé gli anticorpi per reagire: rispetto alle imprese private siamo ben radicati sul territorio, facciamo rete più facilmente, e accantoniamo i nostri utili solo ed esclusivamente in azienda. Per ora resistiamo ma è indubbio che problemi e complicazioni non ci lasciano completamente indenni: il manifatturiero e i servizi sono già nell’occhio del ciclone».

(04 settembre 2009)