Confindustria Modena
Attualità
ARCHIVIO

Stampa l'articolo
il convegno

Alla Filctem Cgil si parla di imprese e sostenibilità

Martedì 23 febbraio si ufficializza con un convegno la fusione modenese delle vecchie categorie Filcem e Filtea. Tra gli ospiti anche il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli

Giampaolo Galli"Distretti eco-etico sostenibili. La vera sfida per sindacati, imprese, istituzioni": è con una tavola rotonda che prendono avvio i lavori congressuali che sanciranno ufficialmente la nascita della Filctem Cgil provinciale. La nuova sigla, che riunisce le vecchie categorie Filcem e Filtea, metterà sotto il suo ombrello gli oltre 8 mila lavoratori modenesi dei comparti della ceramica-chimica, gomma-plastica, tessile ed energia.

Martedì 23 febbraio alle ore 9.30 presso il salone Corassori della Cgil di Modena (piazza Cittadella 36), dopo l'introduzione della neosegretaria Filctem Cgil Modena Manuela Gozzi, interverranno il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli, il presidente di Panariagroup e vicepresidente di Confindustria Ceramica Emilio Mussini, l'amministratore delegato di Gambro-Dasco e responsabile del comparto biomedicale di Confindustria Modena Ezio Nicola, il presidente di Sintesi Fashion Group e delegato Sistema moda Italia di Confidustria Modena Andrea Scacchetti, il segretario generale della Cgil di Modena Donato Pivanti, l'assessore provinciale all'Economia Palma Costi e la presidentessa del sindacato tessile-abbigliamento-calzature europeo Etuf-Tlc, nonché vicesegretaria Filctem Valeria Fedeli. A coordinare il dibattito, il giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico.

Manuela Gozzi«La vera sfida per tutti i soggetti coinvolti, sindacati, imprese e istituzioni», afferma Manuela Gozzi, «è puntare su uno sviluppo sostenibile dei distretti modenesi nelle tre dimensioni, ambientale, economica e sociale, e collocare le strategie locali in ambito europeo, come ricetta per uscire dalla crisi e agganciare la ripresa.
Le imprese che hanno puntato sulla sostenibilità dello sviluppo hanno avuto ritorni economici e d'immagine. Il sindacato ritiene che uno sviluppo sostenibile debba puntare sulla qualità e non sulla quantità della crescita, con un uso più efficiente dell'energia e delle materie prime».

(22 febbraio 2010)