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la città che cambia

Al via gli Stati generali di Modena

È iniziato e si concluderà entro giugno 2011 il confronto dell'amministrazione comunale su servizi sociali, sviluppo economico, urbanistica e coesione sociale

«Di fronte alla peggiore crisi economica degli ultimi vent'anni, non staremo in un angolo ad aspettare che passi ma proveremo a disegnare la città dei prossimi decenni».

Giorgio Pighi, sindaco di Modena, sintetizza così il progetto "Effetto Modena: pensieri sulla città che cambia", il percorso degli Stati generali che prende il via in questi giorni.

Consultazioni con associazioni, sindacati, fondazioni culturali, università, enti locali ma anche ricerche, focus group, indagini, assemblee, convegni nazionali e internazionali, verifiche in giunta, dibattiti in consiglio comunale per la delibera degli indirizzi contribuiranno a definire concretamente il profilo di Modena futura.

Il confronto, che si allargherà ad ambiti diversi da quelli abituali della politica, riguarderà quattro aree: lo stato sociale, cioè il sistema di tutele e garanzie che oggi deve fare i conti con un urgente problema di sostenibilità; la quantità e la qualità dello sviluppo, con una particolare attenzione al tema del lavoro e all'esigenza di riportare il tasso di disoccupazione al 4 per cento in tre anni; le scelte urbanistiche e ambientali; la tutela del capitale sociale, cioè del sistema di rapporti e relazioni che hanno consentito alla società modenese di «produrre ricchezza a livelli nordamericani e di ridistribuirla secondo parametri del nord Europa».

All'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sarà richiesta una valutazione della città e del suo territorio a 15 anni dal primo rapporto.

In altri termini, si rifletterà di nidi, scuole dell'infanzia, assistenza agli anziani, immigrazione, conflitti generazionali, ma anche del Museo casa natale Enzo Ferrari, dell'ex Amcm, del polo sant'Agostino Estense, dello spostamento della linea storica della ferrovia alla Madonnina.

«Modena ha bisogno di rafforzare e valorizzare le proprie eccellenze, ma forse ha anche bisogno di stimoli nuovi, nuovi simboli e innovazione», spiega il sindaco Pighi. «La città ha bisogno di nuovi obiettivi da raggiungere, di nuove sfide sulle quali ritrovare unità di intenti per non chiudersi nella difesa dell'esistente».

Nel corso degli Stati generali, che forniranno risposte strategiche a medio e lungo termine, ma anche "idee spendibili" nell'impostazione dei prossimi bilanci, «l'amministrazione comunale proseguirà con il proprio programma di governo, anche perché alcuni interventi a sostegno dell'economia non possono proprio aspettare».

(28 giugno 2010)
Argomenti: Enti locali