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Aceto balsamico, finalmente l'Igp

L’Italia conferma il suo primato europeo per i prodotti di qualità a indicazione protetta: salgono a 178

Le bottigliette di Aceto balsamico di ModenaDopo ben 15 anni di attesa l’Aceto balsamico di Modena ottiene l’agognata Indicazione geografica protetta (Igp). L’atteso verdetto è giunto dal Comitato permanente per le Indicazioni geografiche e le Denominazioni di origine protetta della Commissione Europea, per bocca di Micheal Mann, il portavoce della commissaria europea all’agricoltura Mariann Fischer Boel. Tutti gli stati membri dell’Unione europea, a eccezione della Francia che al momento del voto si è smarcata con un’astensione “tecnica”, si sono espressi a favore del provvedimento. L’Italia si conferma il Paese con il primato europeo per i prodotti di qualità a indicazione protetta che salgono a quota 178.

«Il riconoscimento dell'Igp per l’Aceto balsamico di Modena ci riempie di orgoglio. Siamo riusciti dopo anni di tentativi falliti, ad arricchire il nostro atlante di prodotti di qualità e origine riconosciuta»: afferma il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia si unisce. «L'Aceto balsamico di Modena», continua il ministro, «rappresenta la cultura e la storia di un territorio estremamente ricco di conoscenza e tradizioni. Ai consorzi va il merito di aver creduto in questa battaglia. Da oggi attiveremo ogni sforzo per affiancare i consorzi e le imprese, a livello europeo e internazionale, nella tutela di questo prodotto e nel contrasto a qualsiasi tentativo di imitazione».

«Questa certificazione per l’Aceto balsamico di Modena da parte della Commissione Europea», sottolinea il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini, «è un risultato importante, che premia lo sforzo fatto in questi anni dalle istituzioni. È un obiettivo al quale la Provincia, la Regione Emilia-Romagna e i governi che si sono succeduti, hanno lavorato con impegno, affiancando i consorzi e supportandoli in ogni fase del procedimento. Ricordo che la Provincia ha sempre sostenuto, anche a livello giudiziario, il disciplinare di produzione e l’intero percorso per arrivare alla registrazione dell’Igp. Quando le istituzioni sono capaci di fare sistema, si possono ottenere buoni risultati».
«Adesso», aggiunge Sabattini, «i produttori hanno uno strumento in più per promuovere uno dei prodotti di eccellenza di questo territorio. Le istituzioni locali continueranno a lavorare per consolidare questo risultato, a cominciare da una forte azione di difesa dell’aceto balsamico di Modena da ogni tentativo di imitazione e concorrenza sleale, fino ad arrivare alla realizzazione di accordi di filiera per sostenere e consolidare il suo radicamento».

Le botti in cui l'Aceto balsamico di Modena viene fatto invecchiareAnche l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni individua nella sinergia fra istituzioni il motivo preminente del successo: «La tutela europea all’aceto balsamico di Modena riconosce le peculiarità di un prodotto unico e irripetibile, e premia il gioco di squadra messo in atto da Provincia, Regione, Ministero e dai Consorzi dei produttori». «Dopo anni di divisioni», rimarca Rabboni, «nel 2005 fu raggiunto in Regione un accordo fra tutte le parti sul disciplinare da proporre all’Unione europea per l’approvazione. Negli anni successivi si è sempre cercato di mantenere uniti i proponenti. Un momento particolarmente significativo è coinciso con le modifiche ai contenuti del disciplinare dopo le osservazioni di Bruxelles sulla provenienza dei mosti. Infine, nel giugno 2008 istituzioni e consorzi, sempre in accordo, hanno risposto alle opposizioni pervenute da Francia, Germania e Grecia. In questa vicenda non ci sono state prime donne, ma protagonisti consapevoli del fatto che solo l’unione fa la forza».

Fra i produttori, Andrea Bombarda di Acetum parla di «un traguardo di assoluto rilievo. A questo punto, le condizioni per fare gioco di squadra ci sono tutte, sta a noi saperle valorizzare».

(15 giugno 2009)
Argomenti: Agroalimentare