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il restauro

Palazzo Ducale, torna a splendere il Salone d'Onore

L'intervento di recupero, eseguito dall'impresa Clessidra, è stato finanziato da Confindustria Modena

Il Salone d'Onore del Palazzo Ducale

Un violento acquazzone, due anni fa, ha prodotto sul lato sud della volta del Salone d'Onore del Palazzo Ducale alcune infiltrazioni che ne hanno alterato e compromesso le superfici affrescate. L'intervento di recupero, protrattosi per alcuni mesi ed eseguito dall'impresa Clessidra di Reggio Emilia, è stato reso possibile dal contributo di Confindustria Modena.

Mercoledì alle 11, presso il Palazzo Ducale, il restauro della controfacciata del Salone d'Onore sarà oggetto di una conferenza stampa, alla quale parteciperanno il Comandante dell'Accademia militare generale di Corpo d'Armata Roberto Bernardini, il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, la Soprintendente ai Beni Architettonici di Bologna, Modena e Reggio Emilia Paola Grifoni, il funzionario della Soprintendenza ai Beni Architettonici di Modena e Reggio Emilia Graziella Polidori, e il legale rappresentante di Clessidra Fabio Iemmi.

«Il Palazzo Ducale è senz'ombra di dubbio un simbolo caro a tutti i modenesi», spiega Pietro Ferrari. «Confindustria Modena, da sempre in prima linea nella valorizzazione delle eccellenze artistico-culturali del proprio territorio, ha risposto volentieri alla richiesta dell'Accademia di collaborare all’operazione di restauro».

Un ponteggio allestito nel Salone d'Onore durante il restauro«L’unità estetico-formale del luogo simbolo del Palazzo Ducale è finalmente ristabilita: la bonifica delle infiltrazioni, il consolidamento delle superfici murarie e le integrazioni pittoriche sono state completate», chiarisce il direttore tecnico di Clessidra Fabio Iemmi. «Grazie a una presenza costante di almeno tre persone abbiamo chiuso il cantiere rispettando i tempi della committenza». Le parti più rovinate corrispondono alle pareti e all’imposta della volta superiori alla balconata sinistra. Ma gli effetti delle infiltrazioni si notano anche al di sotto della stessa balconata, al punto che l’area complessiva su cui finisce per focalizzarsi l’intervento interessa una superficie di circa 50 metri quadrati.

La nuova perizia
L'affresco originale ricostruito al computer«Durante i lavori è venuta a galla un’altra anomalia», racconta Iemmi. «Sotto gli strati pittorici più recenti, abbiamo rilevato la presenza di incisioni riconducibili all’affresco originale. Per avere una conferma di quanto diagnosticato in corso d’opera dai nostri “micro saggi”, però, ci siamo affidati alle analisi di laboratorio curate dalla dottoressa Federica Bondioli del Dipartimento di Ingegneria dei materiali dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I risultati della perizia, consegnatici il 10 settembre, hanno ribadito che le tinteggiature celano un impianto pittorico che può essere completamente recuperato».

La Soprintendenza regionale ha già lavorato con l’Accademia attraverso la formula del finanziamento privato. «In passato» afferma Graziella Polidori, l’architetto che ha diretto i lavori del Salone d’Onore, «grazie al generoso contributo di enti ed associazioni private, abbiamo recuperato le statue del loggiato superiore, lo Scalone d’Onore e alcuni soffitti affrescati. Queste forme di mecenatismo, che trovano sostenitori anche nel mondo dell’impresa, sono importantissimi per tutto il sistema dei beni artistici e culturali del nostro Paese». E sullo stato di salute del Palazzo Ducale l'architetto Polidori aggiunge: «Come tutti i monumenti necessita di una manutenzione attenta e costante. I distacchi lapidei dalle statue che si affacciano su piazza Roma rappresentano solo un aspetto del più generale intervento di bonifica che deve riguardare l’intero immobile. Ma a tal proposito, credo esista già un progetto generale su cui Accademia e Soprintendenza stanno lavorando».

(05 ottobre 2009)
Argomenti: Confindustria, Cultura