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Comparto motoristico

Crisi? La cura è l'internazionalizzazione

Nella sinergia con il circuito internazionale delle fiere la possibilità della crescita per Modena. Orlando, Colonia e Birmingham le principali

Vendite e fatturati a picco, saturazione dei mercati, ristrutturazioni impossibili: in tempi di crisi il catastrofismo gioca di rimessa e il futuro del settore motoristico, stando agli apocalittici, sarebbe a rischio. Se non fosse che sul piano globale Fiat si allea con Chrysler e su quello locale si irrobustiscono iniziative come “Motorsport ExpoTech”, l’harakiri sarebbe già una moda consolidata.

La delegazione inglese in Confindustria
All’interno del comparto, specie a Modena, sono nate e cresciute aziende ad altissimo contenuto tecnologico, che rimangono e si conservano tali in virtù dell’investimento in ricerca di ampie fette del fatturato.

Dopo un esordio dal grande successo, la seconda edizione di “Motorsport ExpoTech” , la mostra-convegno dedicata ai materiali, alle tecnologie, alla subfornitura di prodotti e servizi legati al mondo del motorismo da competizione, mostra già in fase di organizzazione che gli anticorpi alla crisi funzionano.

Da sinistra: John Kirkpatrick, Pietro Ferrari, Chris AylettNon a caso, il prossimo 14 e 15 ottobre, a ModenaFiere gli addetti ai lavori non parleranno solo di motorismo sportivo, ma anche di innovazione, di biocarburanti, di veicoli a basso impatto ambientale e dell’aspetto ecologico dei nuovi materiali.

Un esponente dell’agenzia “Uk Trade&Investment” (l'ente governativo inglese), Chris Aylett, presidente del “Motorsport Industry Association” (l’associazione che raggruppa i maggiori professionisti del motorsport britannico), insieme a John Kirkpatrick e Stuart Clarke, amministratori delegati rispettivamente di “Jk Motorsport Consultancy” e “Zircotec” (quotate aziende britanniche del motorsport) sono venuti a Modena, con diversi mesi di anticipo, per fare un primo sopralluogo utile all’acquisto di spazi espositivi della rassegna di ModenaFiere e Assomotoracing.

L’occasione si è rivelata propizia anche per una tappa in Confindustria Modena. «Il comparto motoristico», ha affermato il presidente Pietro Ferrari, «sul nostro territorio è un fenomeno unico e irripetibile. Ai grandi e blasonati marchi si affianca la presenza di subfornitori d’eccellenza. La nostra missione è far sì che si instauri una sinergia tra la fiera modenese e quelle più importanti di settore a livello internazionale, Birmingham e Orlando in testa. Lavoreremo per creare un circuito capace di allettare la partecipazione delle nostre imprese e per incoraggiare e promuovere l’apertura di nuovi mercati. La delegazione inglese ci ha prospettato nuovi e interessanti scenari su cui poter lavorare».

“Motorsport ExpoTech”
Quasi 400 aziende, adesioni da più di 50 Paesi e oltre 30 convegni scientifici: il primo appuntamento fieristico del settore in Italia è stato da subito da record, che ha visto la partecipazione di tutte le principali case del comparto: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Jaguar, Pagani, Dallara, Mv Agusta, Lotus, Picchio, Ducati e Bimota, oltre a un nutrito gruppo di aziende medio-piccole, a volte poco conosciute al grande pubblico, ma di assoluto prestigio nel comparto di riferimento.

E proprio per il felice impatto avuto con gli addetti ai lavoro e con il numeroso pubblico arrivato nei padiglioni della Fiera l'autunno scorso, è già partita la macchina organizzativa per la seconda edizione. In questi primi mesi dell’anno, ModenaFiere ha promosso “Motorsport ExpoMotorsport ExportTech 2008Tech” a livello mondiale partecipando alle principali fiere di settore: dal “Professional MotorSport World Expo” di Colonia al “Performance Racing Industry Trade Show” di Orlando (Stati Uniti), fino al salone “Autosport Engineering International” di Birmingham.

Col 2009, inoltre, si rinnova la partnership con la Motorsport Industry Association (Mia) di Chris Aylett. Fondata nel 1994, Mia è nata da un gruppo di società britanniche nel ramo dell’industria dei motori che hanno sentito l’esigenza di essere rappresentati da una propria associazione di categoria. Un’associazione cresciuta nel tempo, con una rete internazionale di più di 300 membri, le cui società muovono un mercato che vale oltre tre miliardi di sterline.

(25 aprile 2009)