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l'Indagine

2012: anno nero per l'occupazione

Secondo l'indagine Excelsior 2012, promossa dalla Camera di Commercio, assunzioni e posti di lavoro in forte calo

La crisi colpisce duramente anche il mercato del lavoro della nostra provincia: nella prima parte dell'anno le imprese si sono mostrate molto prudenti nell'assunzione di nuovo personale, basti pensare che solamente il 13,3 per cento ha dichiarato l'intenzione di voler assumere, mentre nel 2011 la percentuale era stata pari al 24,8 per cento. In aumento anche il saldo negativo tra assunzioni e licenziamenti: si sono persi 2.150 posti di lavoro, risultanti da 7.160 entrate e 9.310 uscite, rispettivamente in calo del -38,8 per cento e del -27,7 per cento rispetto al 2011. Per il 2012 il tasso di variazione dell’occupazione si prevede sarà pari al -1,2 per cento, il doppio rispetto all’anno passato e leggermente peggiore sia del dato regionale (-1,0 per cento) che di quello nazionale (-1,1 per cento).

Sono questi i principali dati rilevati dalla Camera di Commercio di Modena nell’ambito della quindicesima edizione dell’indagine nazionale Excelsior (Sistema Informativo per l’Occupazione e la Formazione), promossa da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro.
Oggetto della ricerca sono state le previsioni di assunzione delle imprese con almeno un dipendente, con esclusione dei settori dell’agricoltura, della pubblica amministrazione e dei liberi professionisti.

Dai risultati è emerso che le piccole imprese e gli artigiani sono le categorie che hanno ridotto maggiormente l'occupazione: per le artigiane si prevede un tasso di diminuzione pari al -2,5 per cento, per le imprese da 1 a 9 addetti un -2,7 per cento, mentre per le imprese con più di cinquanta dipendenti la diminuzione è stata dell'-0,5 per cento. L'industria lascia nel complesso 1.400 posti di lavoro (-1,4 per cento): al suo interno gli andamenti peggiori sono dati dalle costruzioni (-4,6 per cento), dal tessile abbigliamento (-2,3 per cento) e dalla ceramica (-2,0 per cento). Unico settore in cui l’occupazione è prevista in lieve aumento è la fabbricazione di macchinari e apparecchiature (+0,3 per cento).

Per quanto riguarda i servizi, per il 2012 si prevede una perditadi 750 posti di lavoro, quasi la metà rispetto all’industria, con una variazione del -0,9 per cento, sebbene al loro interno vi sono anche andamenti positivi come i servizi avanzati di consulenza tecnica (+1,5 per cento), i servizi di informazione e consulenza amministrativa (+0,2 per cento) e i servizi alle persone (+0,2 per cento). Mentre perdono posti i pubblici esercizi (-2,3 per cento), i servizi immobiliari (-1,9 per cento) ed il commercio (-1,6 per cento).

Tra le figure professionali più richieste ci sono quelle legate all'attività commerciali e ai servizi (26,3 per cento), le professioni tecniche (21,7 per cento) e i conduttori di impianti e macchinari (12,7 per cento). Per quanto riguarda i titoli di studio, il diploma di scuola media superiore rimare sempre il favorito, con il 44,0 per cento di segnalazioni e al suo interno gli indirizzi prediletti sono quello amministrativo-commerciale (9,8 per cento) ed  quello meccanico (6,0 per cento). Infine il 19,5 per cento delle assunzioni avviene di preferenza tra i laureati, che incrementano così la loro quota rispetto agli altri titoli di studio, con l’indirizzo economico in testa (5,5 per cento).

(29 agosto 2012)