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la nota di confindustria modena

La Turchia non spaventa le imprese modenesi

I rapporti commerciali non sembrano risentire del fallito colpo di stato dello scorso 15 luglio. Confindustria Modena ha preparato una nota di commento a beneficio delle aziende associate


Turchia? Un Paese emergente
dalle grandi prospettive. Con qualche possibile variazione, era più o meno questo il modo di classificare il grande Paese a metà tra Europa e Asia. Oggi, alla luce del tentato colpo di stato dello scorso 15 luglio e della successiva repressione di Recep Erdogan questi slogan risultano un po' beffardi. Nondimeno, almeno apparentemente, dal punto di vista economico non si registrano gravi contraccolpi negli scambi commerciali tra Modena e Turchia.

Confindustria Modena ha preparato per le proprie aziende una piccola nota di commento. «A oggi», ricorda l'associazione di via Bellinzona, «sono 12 le imprese modenesi presenti in Turchia con propri stabilimenti, tramite joint venture o uffici commerciali».

L'interscambio commerciale. Nel 2015 Modena ha esportato in Turchia merci per un valore di 162 milioni di euro circa (1,4% dell'intero export modenese). I prodotti esportati appartengono principalmente al settore meccanico. Negli ultimi 5 anni, tuttavia, si nota una crescita importante anche del settore alimentare che è addirittura triplicato.

Note congiunturali. Dopo alcuni anni di sostanziale stallo, nel 2015 l'export modenese verso la Turchia aveva ripreso a crescere. Se si fa un paragone con i dati del 2014 la crescita è stata del 13%. Tra le principali agenzie di rating, ricorda la nota di Confindustria Modena, solo Standard&Poor's ha tagliato l'outlook sulla Turchia. «Banche e agenzie attive nell'export credit non hanno variato atteggiamento verso il Paese euroasiatico».

(26 luglio 2016)
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